Pignoramento del bene indiviso, agenzia della riscossione, eredità





Buongiorno.
Le spiego la mia situazione dove mi sono trovata.
Alcuni anni fa mio Padre è venuto a mancare, lasciando un piccola eredità di cui era proprietario di 1000/1000 con un valore di circa 140.000,00EUR e così composta; -Un immobile  dal valore di circa 50.000,00EUR - alcuni appezzamenti  di  terreno di circa 90.000,00EUR.
In quel momento sembrava tutto apposto ed  abbiamo fatto una successione da cui risulta che la proprietà è divisa tra tutti gli eredi, tre figli e moglie.
Le quote sono composte in 2/9 per ogni  figlio e 3/9 alla moglie.
Alcuni mesi fa sono venuta a sapere casualmente che mio fratello (uno degli eredi)  ha un grosso problema con tributi non pagati con un debito stimato in circa 80.000,00EUR. l'Agenzia incaricata alla riscossione ha già effettuato su tutta la proprietà una ipoteca  e probabilmente  in attesa di pignoramento.

Le domande che faccio sono:

1. In caso che immobile sia pignorato e vada all' asta possono intaccare la parte di proprietà oltre ai 2/9 che è la quota di proprietà del debitore?  Se si in che  modo? Anche tutto l'immobile?

2. Considerando che mio Fratello non ha i soldi per pagare il debito posso svincolare da subito la mia parte di proprietà da quella di mio Fratello anche con frazionamento salvaguardando così il mio capitale?

3. Quanto tempo rimane secondo lei a disposizione ancora prima che l'agenzia metta tutto all'asta? Come sono i tempi?

Saprebbe darmi un consiglio su come uscire da questa situazione intricata.
Ringraziando  in anticipo della sua risposta cordiali saluti.



RISPOSTA



Dobbiamo fare riferimento alle norme del codice di procedura civile, in materia di espropriazione del bene indiviso, ossia del bene in comunione ereditaria.
Si tratta degli articoli dal 599 al 601 del codice di procedura civile.

Capo V: DELL'ESPROPRIAZIONE DI BENI INDIVISI

Art. 599. Pignoramento

Possono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore.
In tal caso del pignoramento e' notificato avviso, a cura del creditore pignorante, anche agli altri comproprietari, ai quali e' fatto divieto di lasciare separare dal debitore la sua parte delle cose comuni senza ordine di giudice.

Art. 600. Convocazione dei comproprietari

Il giudice dell'esecuzione, su istanza del creditore pignorante o dei comproprietari e sentiti tutti gli interessati, provvede, quando e' possibile, alla separazione della quota in natura spettante al debitore.
Se la separazione in natura non e' chiesta o non e' possibile, il giudice dispone che si proceda alla divisione a norma del codice civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa.  

Art. 601. Divisione

Se si deve procedere alla divisione, l'esecuzione e' sospesa finchè sulla divisione stessa non sia intervenuto un accordo fra le parti o pronunciata una sentenza. Avvenuta la divisione, la vendita o l'assegnazione dei beni attribuiti al debitore ha luogo secondo le norme contenute nei capi precedenti.

Commentiamo le norme suddette.

A seguito di istanza dell’Ufficiale della riscossione (l’agenzia), il Giudice per le Esecuzioni (tribunale) decide sulle modalità dell’esecuzione forzata sulla quota.

Il Giudice dell’esecuzione può:

a) fissare la vendita della quota indivisa;
b)  procedere alla separazione della singola quota del debitore (se ne sussistono i presupposti e c’è accordo fra i comproprietari) e fissare la vendita del bene intero “ricavato” dalla separazione (cioè la singola quota);
c) disporre la divisione del bene intero tra tutti i comproprietari.

Poiché la quota indivisa non potrebbe essere facilmente venduta all’asta giudiziaria, per mancanza di acquirenti (chi comprerebbe mai una quota indivisa, ossia non delimitata materialmente, a seguito di una separazione del bene immobile ??!!), il giudice generalmente, procede alla separazione della singola quota del debitore. Ad essere vendita all’incanto quindi, non è la quota indivisa del debitore, ma una quota che esiste materialmente, individuata dal giudice a seguito di separazione del bene immobile.

Sarà il giudice quindi a determinare materialmente la quota di 2/9 del debitore, ossia a specificare quali beni fanno parte della quota, a seguito di separazione e scioglimento della comunione ereditaria. Durante la divisione della quota, la procedura di esecuzione rimane per legge sospesa.

Sarà sottoposta a pignoramento, esclusivamente la porzione del bene ovvero i beni attribuiti pro-quota al debitore, dal giudice dell’esecuzione.

Se la separazione in natura della quota non dovesse essere possibile (ma non è questo il caso), il giudice dell’esecuzione deciderà di vendere all’asta l’intero bene e di suddividere il ricavato tra i comproprietari, in ragione delle rispettive quote; la quota di 2/9 del ricavato dell’asta, di pertinenza del debitore, sarà espropriata per soddisfare le pretese dell’agenzia di riscossione. Ritengo che i beni in questione possano essere tranquillamente suddivisi materialmente, quindi l’ipotesi che l’intero bene sia venduto al pubblico incanto e che il ricavato sia suddiviso tra i comproprietari non è realistica.

Dopo avere fatto queste brevi premesse di carattere giuridico, rispondo nello specifico alle tue domande.

Ad andare all’asta, non dovrebbe essere l’intero immobile ma la quota del debitore che sarà separata materialmente dal giudice dell’esecuzione. Se il bene immobile non dovesse essere divisibile in natura (non mi sembra questo il caso), poiché la quota indivisa non la comprerebbe nessuno e l’asta di conseguenza andrebbe deserta, l’intero immobile sarebbe venduto all’asta ed i comproprietari riceverebbero il corrispettivo della vendita “pro-quota”. I 2/9 del ricavato della vendita all’asta, andrebbero nelle cassa dell’agenzia della riscossione, per la soddisfazione del credito di natura erariale.

I comproprietari, successivamente all’iscrizione dell’ipoteca sul bene immobile, non possono procedere al frazionamento dello stesso. Sarà il tribunale dell’esecuzione a procedere all’individuazione materiale della quota, a seguito di separazione/divisione del bene.

E’ difficile prevedere i tempi, tuttavia si tratta di tempi processuali medio lunghi; il giudice infatti, deve procedere alla divisione del bene, a mio parere, per quest’anno non si fa nulla !!! E’ difficile darti un consiglio, perché a seguito dell’iscrizione dell’ipoteca, da parte dell’agenzia della riscossione, i comproprietari non possono fare più nulla, se non attendere che il giudice dell’esecuzione proceda alla separazione in natura della quota del debitore. Occorre armarsi di tanta pazienza … è davvero un peccato non avere frazionato il bene tra i coeredi, prima dell’inizio della procedura di espropriazione !!!

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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